Città Metropolitane, quale futuro digitale: risorse, sfide e problemi

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(di Demetrio Naccari Carlizzi, P4C - Prepare for Change)

L’approccio all’innovazione delle città metropolitane appare frutto di intuizioni e strategie territoriali, spesso con soluzioni dedicate a singoli settori dell’amministrazione e scarsa attitudine all’interoperabilità, apertura, riuso e cooperazione. Ecco i cinque punti di debolezza dei piani operativi e come rimediare.

La trasformazione digitale delle città metropolitane passa da un nuovo modello di cooperazione tra livelli di governo e da un maggiore coordinamento istituzionale/tecnico per i Piani di Investimento che valorizzi il riuso, garantisca indirizzi chiari, efficacia nella spesa e coerenza dell’azione anche a livello territoriale.

Che cos’è la Città metropolitana
La Città Metropolitana (CM) è introdotta in Italia con la legge 56/2014 (Legge Delrio) con un impianto normativo incerto (sia nella governance che nella funzione) e perciò slegato da una reale capacità di gestire i temi dell’urbanizzazione e delineare nuovi modelli di servizio. La via italiana alla città metropolitana non è quindi ancora chiara mentre le trasformazioni tecnologiche potrebbero potenzialmente offrire nuovi sistemi di vita e schemi produttivi.

Risorse per la trasformazione digitale
La dotazione di risorse per le città metropolitane per la trasformazione digitale è limitata ma sull’efficacia delle misure a costruire un ecosistema abilitante pesa la debolezza del disegno nazionale. Infatti, per governare il network dei sistemi territoriali metropolitani e assicurare la missione di motore dello sviluppo è in corso sostanzialmente solo il Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane 2014-2020 (PON Metro) che rappresenta la parte più cospicua delle poche risorse pubbliche, nazionali ed europee stanziate e servirebbe alla loro trasformazione in smart cities.

I due driver strategici del programma per le città metropolitane
Il Programma di cui beneficiano le 14 Città Metropolitane è strutturato su due driver strategici:

1. Smart City per il ridisegno e la modernizzazione dei servizi urbani (Asse prioritario I – Agenda Digitale metropolitana e Asse prioritario II – Sostenibilità dei servizi e della mobilità urbana);

2. Innovazione sociale per l’inclusione dei segmenti di popolazione più fragile e per aree e quartieri disagiati (Asse prioritario III – Servizi per inclusione sociale; Asse prioritario IV – Infrastrutture per inclusione sociale).

La dotazione finanziaria totale per l’Asse I è di circa 152 milioni di euro di cui, in media, 7,95 milioni di euro per le otto città del Centro Nord e 14,73 milioni di euro per le sei città del Sud. Nelle immagini successive è rappresentata la distribuzione di tali risorse fra le varie CM in considerazione dei criteri di allocazione che discendono dall’Accordo di Partenariato tra Italia e Commissione Europea e quindi della localizzazione di tali città nelle diverse Regioni. Ciò ha comportato per le città del Mezzogiorno disponibilità di risorse superiori.

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